Cornas 2019
È il Cornas di riferimento, senza tanti giri di parole. I Clape fanno i vigneron da generazioni: hanno lasciato la Linguadoca dopo la crisi del 1907 per ricominciare qui, e Auguste, arrivato alla fine degli anni Quaranta, nel 1957 è stato il primo a Cornas a imbottigliare con il proprio nome. Il grand vin del domaine mette insieme cinque o sei partite di vecchie vigne di syrah: si vendemmia a grappolo intero, fermentano i lieviti del posto, l'affinamento passa in vecchi foudre, nemmeno una barrique nuova, e si imbottiglia senza filtrare. Oggi a firmare è Olivier, il nipote.
Il 2019 è stato un anno caldo che Cornas ha digerito benissimo: acini piccoli e concentrati, rese basse, notti fresche a fine stagione. Ne esce un vino denso, dai tannini fermi, tagliato per dieci o quindici anni di cantina. Aprirlo adesso è un piacere da impazienti, e lui lo perdona, a patto di scaraffarlo.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un cosciotto d'agnello cotto sette ore, una lepre alla royale, o semplicemente la voglia di mettere in cantina una certezza che non fa rumore.
Le Cornas 2019 des Clape : dense, ferme, bâti pour la cave. Il s'accordera très bien avec :
- Gigot de sept heures : l'agneau confit adoucit les tanins.
- Lièvre à la royale : le grand jeu, pour le grand vin.
- Bœuf braisé : aux olives noires.
- Tomme de chèvre sèche : d'Ardèche, en face du Rhône.
À éviter : l'ouvrir sans carafe avant 2027, ou alors deux heures d'air, minimum.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Auguste Clape |
Auguste Clape
La famiglia Clape è Cornas da un secolo: è stata lei a tenere accesa la fiamma dell'appellation negli anni bui, e ne resta il punto di riferimento storico, senza discussioni.
Syrah su granito, vinificazione all'antica, vecchi foudre: Cornas monumentali che chiedono cantina, e un Renaissance più pronto; il classicismo del Rodano allo stato puro.