La Maison Romane
Nel 2004 Oronce de Beler lascia Parigi per Vosne-Romanée e fonda La Maison Romane senza possedere un metro di vigna: compra le uve da un vigneron in biodinamica e ara con il cavallo; la sua giumenta Prosper è una celebrità del paese.
Grappolo intero, botti vecchie, dodici mesi di affinamento, imbottigliamento a mano senza filtrazione né solforosa. «Non cerco il miglior vino del mondo: voglio che provochi un'emozione.»
Senza un domaine da difendere né un'eredità da onorare, Oronce ha potuto permettersi tutto, ed è proprio questo a rendere i suoi borgogna così poco allineati e così simpatici. Le etichette disegnate a mano dicono il resto: qui il vino è questione di sensibilità, prima che di tecnica.
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