Vin de voile Chardonnay-Savagnin 2018
In casa Labet, Rotalier è diventata il laboratorio dello chardonnay ouillé: già negli anni Novanta Alain era tra i pionieri di questi bianchi dritti e puri, senza velo. Eppure la famiglia tiene una cuvée che guarda dall'altra parte: questo Vin de voile, chardonnay quasi in purezza con una punta di savagnin, invecchiato per anni in botti non colmate, sotto quel velo di lieviti che è la leggenda del Jura. Charline, la sorella enologa del trio, veglia su questi affinamenti lunghissimi.
Noce fresca, curry dolce, mela verde, un tocco iodato; la bocca è salina, vibrante, di una lunghezza fuori dal comune: l'ossidativo nella sua versione più fine. Il 2018, millesimo generoso dopo anni di gelate, rende il velo quasi carnale.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un comté molto stagionato e dei gherigli di noce, quando il pomeriggio diventa sera; oppure un pollo alle spugnole e panna, anche senza vin jaune nella casseruola.
Vin de voile Chardonnay-Savagnin de Labet : l'élevage sous voile ; noix fraîche, curry doux, pomme, une profondeur oxydative racée. Il s'accordera très bien avec :
- Comté très vieux : l'accord roi du voile.
- Poulet au vin jaune et morilles : même sans vin jaune dans la sauce, il s'invite.
- Cuisine au curry doux : volaille korma, légumes épicés ; la noix adore.
- Noix et vieux parmesan : en apéritif méditatif.
- Poissons fumés riches : anguille, saumon fumé au bois.
À éviter : de le servir glacé ou avec des plats timides ; le voile demande du répondant.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine Labet |
Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.