Château Cos d'Estournel 2015
Un Saint-Estèphe sfolgorante, in un'annata 2015 da antologia. Guidato dal cabernet sauvignon, il 65 per cento, e dal merlot, il 33, con una punta di cabernet franc, ha una veste profonda e un naso di grande ricchezza, dove i frutti neri maturi si mescolano a spezie intense. La bocca, densa e opulenta, conquista per la finezza, il calore avvolgente e una lunghezza notevole: un vino da grandissima cantina, salutato da tutta la critica.
Le sue pagode orientali non passano inosservate: le si deve a Louis Gaspard d'Estournel, che chiamavano il maharaja di Saint-Estèphe e che nell'Ottocento esportava i suoi vini fino in India, ed è da lì che arriva anche l'elefante del domaine. Sulla sua collina di ghiaie, il Cos che in vecchio guascone vuol dire proprio collina di ciottoli, di fronte a Lafite, la cuvée si affina in barrique di rovere nuovo.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una cena di spezie dolci e di ambizioni alte: Cos d'Estournel esce dalla cantina e l'esotismo di Saint-Estèphe si mette in viaggio.
Cos d'Estournel 2015 : Saint-Estèphe éclatant en millésime d'anthologie ; cabernet exotique et racé. Il s'accordera très bien avec :
- Côte de bœuf maturée : grillée.
- Agneau en croûte d'épices douces : l'écho des pagodes.
- Gibier : cerf, sauce grand veneur.
- Canard laqué fin : l'exotisme de l'étiquette dans l'assiette.
- Vieux comté et mimolette : affinés.
À éviter : la timidité ; Cos est un maharadjah médocain, recevez-le fastueusement.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Château Cos d'Estournel |
Château Cos d'Estournel
Louis-Gaspard d'Estournel, detto «il Maragià di Saint-Estèphe», fece costruire nell'Ottocento quelle pagode improbabili in cima alla collina, in omaggio ai suoi commerci con l'India.
Il vino ne ha conservato qualcosa: un'esuberanza speziata che nel Médoc non ha uguali, su una struttura da second cru classé.
La cantina moderna, tutta a caduta, fa a pugni con le pagode ottocentesche, ed è il bello di un domaine che non ha mai avuto paura del proprio tempo. Il secondo vino, Les Pagodes, è la porta d'ingresso meno intimidatoria.