Saumur rouge La Ripaille 2018
Il rosso del Collier: cabernet franc in purezza, su meno di un ettaro di tufo a Brézé. Frutti neri freschi, grafite, una trama fine e senza asperità in cui la freschezza vince sempre sulla potenza. Ci si riconosce la mano di Saumur, precisa e senza trucco.
La Ripaille è il lieu-dit che Antoine Foucault ha comprato nel 1999, a ventisei anni, per fondare il domaine appena uscito dal Clos Rougeard. Vendemmia a mano, selezione severa in vigna, lieviti indigeni e niente solfiti prima dell'imbottigliamento: nulla che venga a coprire il terroir.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una scorpacciata, appunto: un'anatra al centro del tavolo, gli amici, una caraffa che gira e nessuno che guardi l'ora.
La Ripaille : le cabernet franc du Collier, fruits noirs frais, graphite, une trame fine et sans aspérité. Un rouge de table élégant qui ne cherche jamais à dominer le plat. Il s'accordera très bien avec :
- Canard rôti : aux navets ou aux cerises.
- Côte de veau : à la sauge, poêlée au beurre.
- Rillauds de Loire : et charcuterie de la région : l'accord direct.
- Girolles et cèpes : poêlée simple, tartine grillée.
- Poivrons grillés : et légumes d'été : le cabernet franc adore.
- Tomme de chèvre : affinée mais douce, pas trop salée.
À éviter : les plats très épicés et les sauces au poivre lourdes : elles masquent le graphite et la fraîcheur qui font tout son charme.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine du Collier |
Domaine du Collier
Antoine Foucault è nato sulla Place du Collier, a Chacé, ed è lei ad aver dato il nome al domaine. Figlio di Charly e nipote di Nady, i fratelli del Clos Rougeard, impara il mestiere da loro a partire dal 1995, poi nel 1999, a ventisei anni, fonda il proprio domaine con Caroline Boireau. Non uno strappo: un'emancipazione.
Sette ettari scarsi, quasi tutti sulla collina di Brézé: due terzi di chenin, con vigne che si avvicinano al secolo, e un terzo di cabernet franc, su suoli magri e sassosi lavorati perché le radici scendano fino al tufo.
Il metodo non conosce scorciatoie: biologico in vigna, vendemmia a mano, lieviti indigeni, e affinamenti da ventiquattro a trentasei mesi senza travasi, in una cantina fredda scavata nel gesso, senza solforosa fino all'imbottigliamento. Circa quindicimila bottiglie l'anno, non una di più.
La Charpentrie in bianco, La Ripaille in rosso: vini di calcare tesi e profondi, che custodiscono la memoria di Saumur senza copiare il vicino illustre. Un unicorno della Loira: quando una bottiglia passa, non la si lascia scappare.