Chambertin Grand Cru Clos de Bèze 2019
Il Chambertin Clos de Bèze di Prieuré-Roch è un mito vivente: grappolo intero integrale, vinificazione naturale, e un grand cru che vibra, amarena intensa, peonia, spezie rare, con un'energia quasi tellurica. Il Clos de Bèze è il grand cru più antico di Gevrey: lo piantarono i monaci nel VII secolo.
Fondato da Henry-Frédéric Roch, storico co-gerente della Romanée-Conti, il domaine coltiva le sue vigne come un santuario: biologico integrale, solfiti al minimo, etichette geroglifiche diventate oggetti di culto. Il Clos de Bèze è il suo gioiello. Il domaine nacque nel 1988, quattro anni prima che Roch assumesse la co-gerenza della Romanée-Conti.
L'ABBIAMO SCELTO PER
La vetta di una vita da appassionato: una bottiglia che si tramanda, più ancora che bersi; il Clos de Bèze di Roch è storia in senso letterale.
Le Chambertin Clos de Bèze de Prieuré-Roch : mythe vivant ; vendange entière intégrale, vinification nature, énergie tellurique. Il s'accordera très bien avec :
- Pigeon rôti entier : jus naturel ; rien d'autre.
- Filet de bœuf de race : cuisson parfaite, sel.
- Gibier noble : en simplicité absolue.
- Champignons sauvages : au feu de bois si possible.
- Le recueillement : cette bouteille se transmet plus qu'elle ne se boit.
À éviter : tout maquillage culinaire ; le mythe exige le produit nu et la compagnie rare.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Prieuré-Roch |
Prieuré-Roch
Henry-Frédéric Roch fonda Prieuré-Roch nel 1988. Nipote di Lalou Bize-Leroy, era stata lei a farlo entrare alla Romanée-Conti, di cui divenne co-gerente nel 1992; qui però ha fatto l'esatto contrario di un domaine vetrina. Una ventina di ettari attorno a Premeaux-Prissey, sparsi da Gevrey a Savigny passando per Vosne, Vougeot, Nuits e Ladoix, e tre monopole: il Clos des Corvées in premier cru di Nuits, il Clos des Varoilles a Gevrey e il Clos Goillotte a Vosne, mezzo ettaro che era la vigna privata del principe di Conti. Biodinamica, nessun prodotto di sintesi né in vigna né in cantina, grappoli interi nei foudre di legno, follature con i piedi, solforosa ridotta quasi a zero: da qui arrivano quella trama d'infusione e quel frutto luminoso che in Borgogna non hanno eguali. Dalla morte di Roch, nel 2018, tiene la barra Yannick Champ, il suo braccio destro, senza cambiare niente. Il pittogramma delle etichette è scritto in geroglifici: gli occhi sono le potenze della terra, i punti rossi gli acini, la foglia il ciclo della vite.