Nuits-Saint-Georges 1er Cru Clos des Argillières 2022
Il Nuits-Saint-Georges premier cru di Prieuré-Roch è un manifesto: vecchie vigne, grappolo intero, e un vino di una profondità che incanta, ciliegia nera, incenso, spezie, con quella trama d'infusione che sfida i codici dell'appellation. I grappoli fermentano interi in vecchi foudres, senza travasi né filtrazione: il velluto nasce lì.
A Nuits-Saint-Georges, sede del domaine fondato da Henry-Frédéric Roch, queste parcelle storiche sono coltivate in biologico integrale e vinificate in natura. Uno dei rossi più singolari della Borgogna. Roch, scomparso nel 2018, è stato anche co-gerente della Romanée-Conti: due scuole portate avanti insieme.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Le cene tra appassionati, quando la conversazione merita un vino che abbia qualcosa da dire; il Nuits di Roch parla senza appunti. Il 2022, generoso, arrotonda il frutto senza appesantire; qui dalla sola parcella del Clos des Argillières.
Le Nuits premier cru de Prieuré-Roch : un manifeste ; vieilles vignes, vendange entière, cerise noire, encens. Il s'accordera très bien avec :
- Canard rôti entier : jus court.
- Filet de bœuf : nature, sel de qualité.
- Gibier à plume : pigeon, perdreau.
- Champignons nobles : au feu doux.
- Fromages au lait cru affinés : en conscience.
À éviter : de le juger aux codes de l'appellation ; le manifeste les réécrit.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Prieuré-Roch |
Prieuré-Roch
Henry-Frédéric Roch fonda Prieuré-Roch nel 1988. Nipote di Lalou Bize-Leroy, era stata lei a farlo entrare alla Romanée-Conti, di cui divenne co-gerente nel 1992; qui però ha fatto l'esatto contrario di un domaine vetrina. Una ventina di ettari attorno a Premeaux-Prissey, sparsi da Gevrey a Savigny passando per Vosne, Vougeot, Nuits e Ladoix, e tre monopole: il Clos des Corvées in premier cru di Nuits, il Clos des Varoilles a Gevrey e il Clos Goillotte a Vosne, mezzo ettaro che era la vigna privata del principe di Conti. Biodinamica, nessun prodotto di sintesi né in vigna né in cantina, grappoli interi nei foudre di legno, follature con i piedi, solforosa ridotta quasi a zero: da qui arrivano quella trama d'infusione e quel frutto luminoso che in Borgogna non hanno eguali. Dalla morte di Roch, nel 2018, tiene la barra Yannick Champ, il suo braccio destro, senza cambiare niente. Il pittogramma delle etichette è scritto in geroglifici: gli occhi sono le potenze della terra, i punti rossi gli acini, la foglia il ciclo della vite.