Les Chalasses Vieilles Vignes Chardonnay 2012
Vigne piantate nel 1902 sulle marne grigie delle Chalasses, quindici ettolitri per ettaro appena: è il bianco più potente di Ganevat, l'ultimo a uscire dalla cantina. Tre anni di botte, malolattica completa, solfiti ridotti allo stretto minimo all'imbottigliamento.
Il 2012, annata minuscola in cui pioggia e peronospora avevano già fatto la selezione, concentra tutto: limone e mandarino, fiore d'albicocco, una materia ricca tenuta da un'acidità da lunghissimo invecchiamento, un finale strutturato, quasi austero nel senso nobile del termine. Uno chardonnay da cattedrale, tagliato per il decennio che viene.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un pollo ruspante alle spugnole e vin jaune, un astice arrosto: i grandi piatti della regione, per il suo bianco più grande.
Les Chalasses VV Chardonnay 2012 de Ganevat : vignes de 1902, le blanc le plus puissant du domaine ; cathédrale d'acidité et de concentration. Il s'accordera très bien avec :
- Poularde aux morilles et vin jaune : le sommet régional pour le sommet du chai.
- Homard rôti : la puissance appelle la puissance.
- Turbot sauce hollandaise : le grand poisson des grands blancs.
- Comté 36 mois : la garde contre la garde.
- Volaille demi-deuil : la truffe sous la peau, la marne dans le verre.
À éviter : de l'ouvrir trop frais ou trop tôt, il lui faut de l'air et des années.
| Producteur: Anne et Jean François Ganevat |
Anne et Jean François Ganevat
A Rotalier, nel Sud-Revermont, i Ganevat coltivano la stessa terra dal 1650: Jean-François, per tutti Fanfan, è la quattordicesima generazione. È tornato nel 1998, dopo essere stato maître de chai da Jean-Marc Morey in Borgogna, ha convertito il domaine al biologico quello stesso anno e alla biodinamica nel 2006, e ne ha fatto l'epicentro mondiale del vino naturale: vigne che a volte superano il secolo, vitigni giurassiani dimenticati ripiantati a decine, affinamenti che non guardano il calendario. I suoi bianchi ouillés stanno fra i più grandi di Francia, Chalasses, Grandes Teppes, Chamois du Paradis, e i rossi si bevono da soli. Qui convivono due famiglie di bottiglie, e conviene saperlo prima di scegliere: le cuvée del domaine, nate dai nove ettari di Rotalier e firmate Côtes du Jura, e quelle del négoce messo in piedi con la sorella Anne per superare le annate di gelo, dove vinificano uve di vigneron amici in biologico. Etichetta Vin de France, prezzo più abbordabile, cura identica.