Saumur blanc La Charpentrie 2018
La parcella delle vigne più vecchie del Collier: chenin centenari sul tufo di Brézé. Cotogna candita, cera, pietra calda; la materia è più densa, più concentrata che nel Saumur bianco classico, ma la salinità resta il filo conduttore e il finale non cade mai davvero.
Antoine Foucault riserva a questa cuvée un affinamento più lungo e molta pazienza: niente lieviti commerciali, niente solfiti prima dell'imbottigliamento. È la sua vetta in bianco, e uno degli chenin da invecchiamento più ricercati di Saumur; spesso bisogna lasciargli qualche anno perché si distenda.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una sera d'inverno in cui si tira fuori la caraffa un'ora prima, un pollo arrosto che aspetta il suo turno: La Charpentrie merita di essere ascoltata.
La Charpentrie : les chenins centenaires du Collier, coing confit, cire, une matière dense tenue par le sel. Le sommet blanc du domaine, à traiter comme un grand vin. Il s'accordera très bien avec :
- Homard ou langouste : rôti, beurre demi-sel.
- Ris de veau aux morilles : l'accord de fête, sans hésitation.
- Poularde à la crème : truffée si l'occasion le permet.
- Turbot de ligne : cuit sur l'arête, jus monté.
- Comté 36 mois : et rien d'autre sur le plateau.
- Foie gras poêlé : chutney discret, pour ceux qui aiment.
À éviter : de le boire trop tôt : quelques années lui vont mieux que quelques heures. Sinon, carafez deux heures avant.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine du Collier |
Domaine du Collier
Antoine Foucault è nato sulla Place du Collier, a Chacé, ed è lei ad aver dato il nome al domaine. Figlio di Charly e nipote di Nady, i fratelli del Clos Rougeard, impara il mestiere da loro a partire dal 1995, poi nel 1999, a ventisei anni, fonda il proprio domaine con Caroline Boireau. Non uno strappo: un'emancipazione.
Sette ettari scarsi, quasi tutti sulla collina di Brézé: due terzi di chenin, con vigne che si avvicinano al secolo, e un terzo di cabernet franc, su suoli magri e sassosi lavorati perché le radici scendano fino al tufo.
Il metodo non conosce scorciatoie: biologico in vigna, vendemmia a mano, lieviti indigeni, e affinamenti da ventiquattro a trentasei mesi senza travasi, in una cantina fredda scavata nel gesso, senza solforosa fino all'imbottigliamento. Circa quindicimila bottiglie l'anno, non una di più.
La Charpentrie in bianco, La Ripaille in rosso: vini di calcare tesi e profondi, che custodiscono la memoria di Saumur senza copiare il vicino illustre. Un unicorno della Loira: quando una bottiglia passa, non la si lascia scappare.