Hautes-Côtes de Beaune Blanc 2023
Un Hautes-Côtes de Beaune bianco aereo: fiori bianchi, mela verde, una freschezza d'altura e una salinità fine che mette sete all'istante. Su questi altipiani la vendemmia cade una decina di giorni dopo la Côte: l'acidità sopravvive anche alle estati calde.
Théo Dancer dimostra su queste alture che la precisione non è una questione di appellation: biologico, rese sagge, purezza integrale. Cinque ettari frammentati in una trentina di parcelle minuscole, dal regionale al premier cru.
Il domaine Dancer lavora a Chassagne nella discrezione più totale: poche bottiglie, nessun artificio, una precisione diventata un culto silenzioso. Dal 2021 i vini li firma Théo, il figlio di Vincent.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un giovedì sera che non prometteva niente, uno spaghetto alle vongole improvvisato; l'eleganza non guarda il calendario.
Le Hautes-Côtes de Beaune blanc de Dancer : aérien ; fleurs blanches, pomme verte, salinité fine d'altitude. Il s'accordera très bien avec :
- Poissons de rivière : truite, ombre.
- Fruits de mer : moules, palourdes.
- Salades nobles : avocat-agrumes, herbes fraîches.
- Chèvres frais : battus aux herbes.
- Apéritif tendu : olives vertes, amandes fraîches.
À éviter : la lourdeur d'hiver ; c'est un vin de ciel ouvert.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Vincent Dancer |
Vincent Dancer
Cinque ettari a Chassagne-Montrachet, spezzettati in parcelle minuscole: il domaine Dancer è un modello di discrezione. La linea minimalista l'ha tracciata Vincent; oggi vinifica suo figlio Théo, e non ne ha cambiato una virgola.
Biologico in vigna, rese basse, estrazioni delicate e un rifiuto ostinato della sovraestrazione: si beve il luogo, e nient'altro. Lo stesso rigore vale dal Bourgogne regionale al premier cru, che è più raro di quanto sembri.
La Romanée sta in meno di un ettaro in cima al pendio, dove il calcare duro affiora quasi in superficie: poche barrique l'anno, una delle vette segrete della Côte de Beaune. La Tête du Clos, nella parte alta del Clos Saint-Jean, ne è la cuvée simbolo. Accanto, dei Meursault tesi che preferiscono l'elettricità al burro, e dei Pommard levigati, lontani anni luce dal cliché rustico dell'appellation.