Chassagne Montrachet 1er Cru La Romanée 2023
La Romanée di Chassagne: un premier cru mitico in cima al pendio, e un bianco da vertigine, agrumi, pietra pestata, una tensione cristallina che non finisce più. Una delle vette segrete della Côte de Beaune. Il climat sta in meno di un ettaro, su un calcare duro che quasi affiora.
Théo Dancer ne ricava una delle cuvée più ricercate di Borgogna: poche barrique di purezza totale, biologico, senza trucco. Il grande bianco allo stato nudo. Il domaine ne produce solo qualche centinaio di bottiglie: sono già divise prima ancora di esistere.
Il domaine Dancer lavora a Chassagne nella discrezione più totale: poche bottiglie, nessun artificio, una precisione diventata un culto silenzioso. Dal 2021 i vini li firma Théo, il figlio di Vincent.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Le grandissime occasioni in cui la cucina si fa silenziosa: arriva il rombo al beurre blanc, e La Romanée fa il resto.
La Romanée de Chassagne par Vincent Dancer : premier cru mythique du haut du coteau ; agrumes, pierre pilée, vertige minéral. Il s'accordera très bien avec :
- Homard bleu : au beurre ; le sommet appelle le sommet.
- Turbot sauvage : cuisson parfaite, sauce discrète.
- Saint-jacques : juste saisies.
- Volaille de Bresse : à la crème légère.
- Comté cristallin : 36 mois.
À éviter : toute distraction ; l'un des grands blancs de la Côte demande la scène entière.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Vincent Dancer |
Vincent Dancer
Cinque ettari a Chassagne-Montrachet, spezzettati in parcelle minuscole: il domaine Dancer è un modello di discrezione. La linea minimalista l'ha tracciata Vincent; oggi vinifica suo figlio Théo, e non ne ha cambiato una virgola.
Biologico in vigna, rese basse, estrazioni delicate e un rifiuto ostinato della sovraestrazione: si beve il luogo, e nient'altro. Lo stesso rigore vale dal Bourgogne regionale al premier cru, che è più raro di quanto sembri.
La Romanée sta in meno di un ettaro in cima al pendio, dove il calcare duro affiora quasi in superficie: poche barrique l'anno, una delle vette segrete della Côte de Beaune. La Tête du Clos, nella parte alta del Clos Saint-Jean, ne è la cuvée simbolo. Accanto, dei Meursault tesi che preferiscono l'elettricità al burro, e dei Pommard levigati, lontani anni luce dal cliché rustico dell'appellation.