Aligoté Raisins Dorés 2022
Ecco l'aligoté elevato al rango di grande vino. La cuvée prende il nome dall'aligoté doré, il clone più nobile del vitigno, qui da vigne di 85 anni piantate nel 1937. Il naso, di una purezza che incanta, intreccia caprifoglio, mela cotogna e yuzu, prima di una bocca viva e in perfetto equilibrio: attacco speziato, bella tensione salina e un finale rialzato da una punta di pepe. Tutto, tranne un aligoté qualunque.
Lo si deve al Domaine Michel Lafarge, uno dei più grandi nomi di Volnay. Sul suo suolo argillo-calcareo profondo, la parcella è certificata biologica (Ecocert) e biodinamica (Demeter), pressata a grappoli interi, fermentata con lieviti indigeni e affinata qualche mese in botti vecchie. Dalla scomparsa di Michel nel 2020, il figlio Frédéric e la nipote Clothilde portano avanti questo mestiere da orafo. Le vigne del 1937 sono sopravvissute a tutte le campagne di estirpazione che per poco non cancellavano il vitigno.
L'ABBIAMO SCELTO PER
L'aperitivo borgognone come da manuale: bignè salati al formaggio appena sfornati, lumache in agguato; l'aligoté doré di Lafarge nobilita il genere. Michel Lafarge è stato sindaco di Volnay per decenni: il domaine e il villaggio si confondono.
Raisins Dorés de Lafarge : l'aligoté hissé au rang de grand vin ; le clone doré, la rigueur du domaine. Il s'accordera très bien avec :
- Huîtres fines : l'aligoté anobli garde ses racines marines.
- Poissons nobles simples : bar vapeur.
- Gougères : au vieux comté.
- Chèvres affinés : crottins dorés.
- Escargots : beurre persillé fin.
À éviter : de prononcer « petit vin » ; chez Lafarge, l'aligoté dîne à la table des grands.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Michel Lafarge |
Michel Lafarge
A Volnay dal Settecento, i Lafarge hanno convertito tutto il domaine alla biodinamica già negli anni Novanta, molto prima che diventasse una moda. Oggi Frédéric prosegue il gesto del padre Michel, scomparso nel 2020 a cent'anni compiuti.
Vini di una pulizia classica, senza trucco né legno di troppo, che si prendono vent'anni per dire tutto quello che hanno da dire. Volnay da manuale: anzi, il manuale è loro.
Les Clos des Chênes e il Clos du Château des Ducs, monopolio del domaine, stanno tra i più grandi Volnay mai imbottigliati. Qui non si cerca né la concentrazione né la seduzione immediata: si aspetta. E il vino, alla fine, dà sempre ragione alla pazienza.