Lirac 2018
Eric Pfifferling faceva l'apicoltore; le piene del 2002, che si portarono via le sue arnie e per poco non annegarono la sua prima vendemmia, ne hanno fatto un vigneron a tempo pieno. Da allora L'Anglore, che in provenzale è la piccola lucertola grigia, ha restituito a Tavel la sua verità storica: un rosé scuro, macerato, da tavola, lontanissimo dai pallori di moda. Grappolo intero, macerazione a freddo come la fanno i maestri del Beaujolais, niente solforosa e niente trucchi: vini di luce, rosé e rossi quasi gemelli, diventati di culto da Parigi a Tokyo.
Il Lirac riunisce i tre colori della grenache, nera, grigia e bianca, con un tratto di mourvèdre e di clairette, su sabbie e calcari. Il 2018, annata generosa, ne fa un rosso di velluto chiaro, speziato e fresco, che porta la riva destra al suo miglior livello naturale.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una costoletta di vitello ai finferli o un arrosto di maiale alle erbe: il rosso che sta bene ovunque, con disinvoltura.
Les rouges et le blanc de L'Anglore : nature, lumineux, précis. Ils s'accorderont très bien avec :
- Magret aux herbes : pour Véjade et Lirac.
- Côte de veau aux girolles : l'accord doux.
- Huîtres et coquillages : pour Sels d'Argent.
- Chèvres frais et mi-secs : toute la gamme.
À éviter : les températures de rouge sérieux ; 14-15° pour les rouges, 11-12° pour le blanc.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: L'Anglore |
L'Anglore
Eric Pfifferling faceva l'apicoltore. Le piene del 2002 gli hanno portato via le arnie e per poco non gli annegavano la prima vendemmia: da lì è diventato vigneron a tempo pieno. L'Anglore è il nome provenzale della piccola lucertola grigia che corre sui muri caldi.
A Tavel ha restituito al «vino dei re» la sua verità storica: un rosé scuro, macerato, da tavola vera, lontanissimo dai pallori di moda. Vendemmia a grappoli interi, macerazioni fredde alla maniera dei maestri del Beaujolais, niente solforosa e niente trucco.
Oggi i suoi rossi e i suoi bianchi di sabbia sono cercati quanto il Tavel, dai bistrot di Parigi alle tavole di Tokyo. L'Anglore è il domaine di culto del Gard, e uno dei pochi posti dove un rosé si mette in cantina invece di berlo ghiacciato in terrazza.