Chemin de la Brune 2019
Eric Pfifferling faceva l'apicoltore; le piene del 2002, che si portarono via le sue arnie e per poco non annegarono la sua prima vendemmia, ne hanno fatto un vigneron a tempo pieno. Da allora L'Anglore, che in provenzale è la piccola lucertola grigia, ha restituito a Tavel la sua verità storica: un rosé scuro, macerato, da tavola, lontanissimo dai pallori di moda. Grappolo intero, macerazione a freddo come la fanno i maestri del Beaujolais, niente solforosa e niente trucchi: vini di luce, rosé e rossi quasi gemelli, diventati di culto da Parigi a Tokyo.
«Chemin de la Brune» è il rosé di pressatura diretta del domaine, l'eccezione in una casa fatta di macerazioni, e nasce da viti vecchie sulle sabbie del Rodano. Il 2019, annata luminosa, ne firma una versione delicata e salina, affinata un anno in vasca: un rosé di pazienza, chiaro di colore e lungo in bocca.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un branzino intero al forno, e la dimostrazione che finezza e Tavel non sono in contraddizione, soprattutto fuori da Tavel.
Les Tavel et rosés de L'Anglore : des rosés de macération, de gastronomie. Ils s'accorderont très bien avec :
- Bouillabaisse : et soupes de poisson.
- Aïoli : le grand, avec morue et légumes.
- Lapin aux olives : ou volailles aux herbes.
- Cuisine épicée : tajines, thaï léger.
À éviter : le seau à glace ; 12-13°, comme un rouge léger ; et le réserver à l'été : il vit toute l'année.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: L'Anglore |
L'Anglore
A Tavel, Eric Pfifferling ha reinventato il rosé su scala mondiale: grappoli interi, macerazioni all'antica, naturale fino in fondo, e cuvée che vanno a ruba dai bistrot di Parigi alle tavole di Tokyo.
Il suo Tavel ha restituito al «vino dei re» la gloria di un tempo, e i rossi e i bianchi di sabbia non sono da meno: L'Anglore è il domaine di culto del Gard, punto.