Les Grands Teppes Vieilles Vignes Chardonnay 2019
Les Grands Teppes, e i suoi ceppi di chardonnay piantati attorno al 1919-1920: vigne centenarie su marne e ghiaie, in una famiglia che coltiva Rotalier dal 1650. Fanfan Ganevat, che è stato maestro di cantina da Jean-Marc Morey a Chassagne-Montrachet, le affina alla borgognona, colmate e a lungo sulle fecce; e il mondo intero si contende le bottiglie.
Il 2019 è un sopravvissuto: la gelata del 6 maggio aveva falciato metà del raccolto di Arbois, e la canicola ha fatto il resto. Il poco che resta è celeste, concentrazione, tensione, fumo e gesso; un'annata che la critica ha celebrato proprio perché ha rischiato di non esistere.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Quelle cene in cui si tirano fuori i bicchieri grandi; e il silenzio che segue il primo sorso.
Les Grands Teppes VV 2019 de Ganevat : le millésime rescapé du gel ; concentration, tension, fumée et craie. Il s'accordera très bien avec :
- Poularde aux morilles : le grand accord jurassien, en habit de gala.
- Homard au beurre demi-sel : vieilles vignes, grande table.
- Comté de garde : 36 mois minimum : les cristaux répondent à la craie.
- Volaille truffée : quand on sort les grands verres.
- Rien du tout : certains vins sont une destination.
| Producteur: Anne et Jean François Ganevat |
Anne et Jean François Ganevat
A Rotalier, nel Sud-Revermont, i Ganevat coltivano la stessa terra dal 1650: Jean-François, per tutti Fanfan, è la quattordicesima generazione. È tornato nel 1998, dopo essere stato maître de chai da Jean-Marc Morey in Borgogna, ha convertito il domaine al biologico quello stesso anno e alla biodinamica nel 2006, e ne ha fatto l'epicentro mondiale del vino naturale: vigne che a volte superano il secolo, vitigni giurassiani dimenticati ripiantati a decine, affinamenti che non guardano il calendario. I suoi bianchi ouillés stanno fra i più grandi di Francia, Chalasses, Grandes Teppes, Chamois du Paradis, e i rossi si bevono da soli. Qui convivono due famiglie di bottiglie, e conviene saperlo prima di scegliere: le cuvée del domaine, nate dai nove ettari di Rotalier e firmate Côtes du Jura, e quelle del négoce messo in piedi con la sorella Anne per superare le annate di gelo, dove vinificano uve di vigneron amici in biologico. Etichetta Vin de France, prezzo più abbordabile, cura identica.