Bourgogne Rouge 2023
Un Bourgogne pinot noir fine e fresco: ciliegia croccante, spezie leggere, una trama morbida di pulizia assoluta. Piccolo per l'etichetta, grande per la precisione. Le vigne regionali del domaine costeggiano Chassagne: il terroir non è classificato, la mano è la stessa.
In casa Dancer lo stesso rigore vale dal regionale al premier cru: biologico, rese basse, vinificazione trasparente. Si beve il frutto, il luogo, nient'altro. Domaine nato nel 1996, convertito al biologico, mai ingrandito: la rarità, qui, non è una strategia.
Il domaine Dancer lavora a Chassagne nella discrezione più totale: poche bottiglie, nessun artificio, una precisione diventata un culto silenzioso. Dal 2021 i vini li firma Théo, il figlio di Vincent.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una cena semplice eseguita alla perfezione, come il vino: tre piatti, zero scena, e Dancer che firma la serata in silenzio.
Le Bourgogne rouge de Vincent Dancer : cerise croquante, épices légères, netteté absolue. Il s'accordera très bien avec :
- Cuisine de bistrot élégante : volaille, œufs parfaits.
- Charcuteries : de belle facture.
- Champignons : poêlée fine.
- Poissons gras : saumon mi-cuit.
- Fromages doux : saint-marcellin, cîteaux.
À éviter : de le noyer dans le menu ; sa netteté mérite une assiette dessinée.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Vincent Dancer |
Vincent Dancer
Cinque ettari a Chassagne-Montrachet, spezzettati in parcelle minuscole: il domaine Dancer è un modello di discrezione. La linea minimalista l'ha tracciata Vincent; oggi vinifica suo figlio Théo, e non ne ha cambiato una virgola.
Biologico in vigna, rese basse, estrazioni delicate e un rifiuto ostinato della sovraestrazione: si beve il luogo, e nient'altro. Lo stesso rigore vale dal Bourgogne regionale al premier cru, che è più raro di quanto sembri.
La Romanée sta in meno di un ettaro in cima al pendio, dove il calcare duro affiora quasi in superficie: poche barrique l'anno, una delle vette segrete della Côte de Beaune. La Tête du Clos, nella parte alta del Clos Saint-Jean, ne è la cuvée simbolo. Accanto, dei Meursault tesi che preferiscono l'elettricità al burro, e dei Pommard levigati, lontani anni luce dal cliché rustico dell'appellation.