Mon Rythme Son Rythme Les Saugettes 2016
Kenjiro Kagami era un ingegnere della Hitachi; ha lasciato tutto per la vigna, si è formato da Bruno Schueller in Alsazia e da Thierry Allemand a Cornas, ed è stato Jean-François Ganevat a trovargli questi tre ettari sopra Grusse, un pendio piantato nel 2004 e mai toccato dalla chimica. «Kagami» in giapponese vuol dire specchio: da lì il Domaine des Miroirs, di cui più dell'ottanta per cento delle cinquecento casse annuali riparte verso il Giappone.
Mon Rythme, Son Rythme: il mio ritmo, quello del vigneron; il suo ritmo, quello del vino. Questo chardonnay delle Saugettes, millesimo 2016, fermentato senza fretta e affinato per anni senza solfiti né filtrazione, è una delle cuvée più rare del domaine e una delle più ricercate del Jura: cristallino, salino, di una purezza che spiega il culto.
L'ABBIAMO SCELTO PER
La cena di una vita, o quasi: questo vino non si beve, si racconta.
Mon Rythme Son Rythme 2016 du Domaine des Miroirs : le chardonnay culte de Kenjiro Kagami ; cristallin, salin, d'une pureté qui explique la légende. Il s'accordera très bien avec :
- Le dîner d'une vie : ce vin ne se boit pas, il se raconte.
- Turbot sauvage entier : la pureté appelle la pureté.
- Sashimis d'exception : le pont entre Grusse et le Japon.
- Volaille de Bresse pochée : la délicatesse absolue.
- Silence et grands verres : l'accord principal est l'attention.
À éviter : tout plat qui parle plus fort que lui.
| Producteur: Domaine des Miroirs Kenjiro Kagami |
Domaine des Miroirs Kenjiro Kagami
Kenjiro Kagami faceva l'ingegnere alla Hitachi. Nel 2001 lascia il Giappone per Beaune, impara il mestiere da Comte de Vogüé, poi un anno da Thierry Allemand a Cornas e cinque da Bruno Schueller in Alsazia: due scuole dove il vino si fa senza rete.
Nel 2010, con una mano da Jean-François Ganevat, si sistema a Grusse, centottantacinque anime nel sud del Jura: tre ettari di marne in pendenza, niente chimica, niente solforosa, botti vecchie e affinamenti lunghissimi. Diecimila bottiglie l'anno, Vin de France per scelta di libertà.
«Kagami» in giapponese significa specchio: da lì il nome. Oggi le sue cuvée sono tra le più desiderate del Jura: si aspettano anni, alle aste volano. Qui, semplicemente, costano il giusto.