Montée Furieuse 2023
Corentin Houillon è entrato in un torchio prima di saper camminare: quello di Pierre Overnoy, a Pupillin, dove suo zio Emmanuel firmava già i vini più mitici del Jura naturale. Dopo Beaune e Montpellier, Stéphane Tissot e Dominique Derain, poi quattro anni a dirigere il domaine della città di Morges in Svizzera, ha scelto la Chautagne: cinque ettari in un unico appezzamento, in forte pendenza tra il Gros Foug e il Grand Colombier, su una molassa di sabbia e quarzo quasi senza argilla; l'ex domaine di Veronnet, tenuto dalla famiglia Bosson da tre generazioni, con la sua cantina del 1640. Scuola Overnoy integrale: niente aggiunto, niente tolto, e un motto; mai andare in vigna se la testa è altrove.
«Montée Furieuse» dice la pendenza: la jacquère del versante più ripido, sulla molassa ricca di quarzo, affinata sui lieviti fini senza un grammo di solforosa. Il 2023, annata infine luminosa in Savoia, la coglie al suo meglio: limone di montagna, pietra focaia, una salinità che chiama il sorso dopo; il vitigno reputato «semplice» elevato al rango di evidenza.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Filetti di pesce persico o una fonduta d'eccezione: la jacquère che fa tacere, per davvero, le battute sui vini da sci.
Les blancs de Corentin Houillon : altesse et jacquère de molasse, sans soufre. Ils s'accorderont très bien avec :
- Poissons de lac : omble, perche, féra.
- Beaufort d'alpage : pour Force of Nature.
- Fondue et croûtes : la tradition, en mieux.
- Chèvres frais : pour Veronnet et la jacquère.
À éviter : le grand froid qui muselle les vins nature ; 10-12°, et un peu d'air ne leur fait pas peur.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Corentin Houillon |
Corentin Houillon
Vigneron «dal biberon», Corentin Houillon ha girato grandi domaine biodinamici francesi ed è arrivato fino in Nuova Zelanda, prima di fermarsi nel 2020 in Chautagne, a nord della Savoia.
Cinque ettari tra vigna e bosco seguiti da vicino, vinificazioni senza additivi né solforosa: vini sinceri, vivi, di una pulizia che sorprende.
Le sue cuvée di jacquère, mondeuse e altesse rimettono la Savoia sulla mappa del vino serio, alla larga dal cliché della bottiglia da fonduta. I volumi sono piccoli e la storia è appena cominciata: il momento buono per salire a bordo è adesso.