Saumur-Champigny Les Poyeux 2016
Due ettari appena, su un pendio dolce dove argilla e calcare si mescolano a sabbie portate dal vento: Les Poyeux è il volto aereo del Clos Rougeard. Cabernet franc tutto in finezza, frutto rosso fresco e violetta, una bocca slanciata il cui finale si allunga senza pesare.
Dai Foucault ogni parcella parla la sua lingua: dove Le Bourg va a cercare la profondità, Les Poyeux gioca la finezza e il profumo. Eppure la mano è la stessa: lieviti indigeni, vasca di cemento, poi fino a due anni di botte e un anno di riposo prima dell'uscita, senza niente che venga a correggere il vino.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un pranzo di primavera che si allunga, la finestra aperta, due o tre amici: Les Poyeux si beve parlando, e la bottiglia si svuota più in fretta del previsto.
Les Poyeux : le visage aérien du Clos Rougeard, fruit rouge frais, violette, une bouche élancée et parfumée. Moins massif que Le Bourg, plus immédiatement séducteur. Il s'accordera très bien avec :
- Volaille fermière rôtie : jus simple : l'accord évident et imbattable.
- Agneau de lait : aux herbes, à peine rosé.
- Thon ou saumon mi-cuit : un rouge frais sur un poisson gras : à essayer une fois, on y revient.
- Légumes de printemps : asperges vertes rôties, petits pois, fèves.
- Charcuterie fine : jambon sec et rillauds de Loire.
- Chèvres frais : crottin, valençay : l'accord ligérien par excellence.
À éviter : de le servir trop chaud : au-dessus de 17 °C il perd son parfum. Un quart d'heure au frais et tout revient.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Clos Rougeard |
Clos Rougeard
A Chacé i Foucault coltivano le stesse vigne dal 1664: otto generazioni. Ma sono stati due fratelli, «Charly» e «Nady», a far entrare il Clos Rougeard nella leggenda: il cabernet franc della Loira portato al livello dei più grandi vini di Francia, senza uscire dal paese.
Mai un prodotto di sintesi: il biologico prima che la parola esistesse. Vendemmia a mano, lieviti indigeni, l'infusione al posto dell'estrazione: prima la violetta, poi i muscoli. Poi dai diciotto ai ventiquattro mesi di sonno nelle cantine scavate nel tufo.
Tre rossi leggendari, il Clos, Les Poyeux tutto seta, Le Bourg, un monumento nato da vigne vecchie, e il Brézé, uno chenin che in molti mettono tra i più grandi bianchi di Francia. Volumi minuscoli, liste d'attesa infinite.
Charly se n'è andato nel 2015; dal 2017 la famiglia Bouygues, quella di Montrose, porta avanti l'opera senza cambiarne una riga. Lo spirito continua nei figli: il Domaine du Collier di Antoine è nato su una piazza di Chacé. Le bottiglie, loro, restano introvabili: unico difetto che gli si trova.