Cosmos 2022
Corentin Houillon è entrato in un torchio prima di saper camminare: quello di Pierre Overnoy, a Pupillin, dove suo zio Emmanuel firmava già i vini più mitici del Jura naturale. Dopo Beaune e Montpellier, Stéphane Tissot e Dominique Derain, poi quattro anni a dirigere il domaine della città di Morges in Svizzera, ha scelto la Chautagne: cinque ettari in un unico appezzamento, in forte pendenza tra il Gros Foug e il Grand Colombier, su una molassa di sabbia e quarzo quasi senza argilla; l'ex domaine di Veronnet, tenuto dalla famiglia Bosson da tre generazioni, con la sua cantina del 1640. Scuola Overnoy integrale: niente aggiunto, niente tolto, e un motto; mai andare in vigna se la testa è altrove.
«Cosmos» è la sua mondeuse: il vitigno rosso storico delle Alpi, a grappolo intero per metà, venticinque giorni di macerazione, affinamento paziente. Il 2022, estate torrida salvata dalle piogge d'agosto, gli dà una materia inusuale per la montagna, mirtillo, violetta, pepe nero, che la vinificazione senza nulla tiene vibrante e fresca: la mondeuse come non la si era mai bevuta.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un civet leggero o un tagliere di formaggi d'alpeggio: il rosso alpino che gravita da solo, come annuncia il nome.
Les rouges de Corentin Houillon : montagne, grappes entières, zéro artifice. Ils s'accorderont très bien avec :
- Volaille rôtie : ou pintade aux champignons.
- Charcuteries de montagne : viande séchée, saucisson.
- Civet léger : pour la mondeuse.
- Tomme de Savoie : évidemment.
À éviter : les servir chauds ; 14-15°, légèrement rafraîchis, comme chez Overnoy.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Corentin Houillon |
Corentin Houillon
Vigneron «dal biberon», Corentin Houillon ha girato grandi domaine biodinamici francesi ed è arrivato fino in Nuova Zelanda, prima di fermarsi nel 2020 in Chautagne, a nord della Savoia.
Cinque ettari tra vigna e bosco seguiti da vicino, vinificazioni senza additivi né solforosa: vini sinceri, vivi, di una pulizia che sorprende.
Le sue cuvée di jacquère, mondeuse e altesse rimettono la Savoia sulla mappa del vino serio, alla larga dal cliché della bottiglia da fonduta. I volumi sono piccoli e la storia è appena cominciata: il momento buono per salire a bordo è adesso.