Richard Leroy
Richard Leroy faceva il banchiere a Parigi e animava un club di enologia quando ha mollato tutto: nel 1996 compra con Sophie due ettari di chenin a Rablay-sur-Layon, nell'Anjou noir. Il lieu-dit si chiama Les Noëls de Montbenault, un coteau ventoso posato su rioliti vulcaniche e scisti decomposti, e il mestiere lo impara da solo, sul campo. Fino al 2005 fa vini dolci, poi passa al secco dopo aver assaggiato i bianchi di Mark Angeli, e da lì firma due vini soltanto: Montbenault e Les Rouliers, settanta are ai piedi del pendio. La solforosa l'ha usata in microdosi fino al 2010, poi ha smesso del tutto. E quando dieci anni di battaglie per far riconoscere una gerarchia di premier cru in Anjou non hanno portato a niente, ha preferito declassare i suoi vini a semplice Vin de France piuttosto che stare a discuterli. Meno di tre ettari, due cuvée, e il mondo intero che le cerca.