VdF Homme de la Roche 2023
Romain Le Bars, parigino passato per giurisprudenza e poi per le sale dei ristoranti, ha imparato il mestiere in quasi sette anni da Eric Pfifferling, all'Anglore, prima di mettersi in proprio nel 2018 con un ettaro e una cantina ricavata in un garage. Oggi ha una decina di ettari fra Tavel, Lirac e Vin de France, in biologico certificato: carbonica o pressatura diretta, lieviti indigeni, un velo di solforosa all'imbottigliamento quando serve. È la scuola dell'Anglore, con una scrittura sua.
«Homme de la Roche» è il suo carignan in purezza: vietato dall'appellation, quindi Vin de France. Sette giorni di macerazione a grappolo intero per il 2023, e quel frutto nero speziato, un po' selvatico, che fa il fascino di un cépage finalmente riabilitato.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una salsiccia con le lenticchie portata a un livello superiore o una grigliata fra amici: il vino da sete che però ha carattere.
Les vins de Romain Le Bars : l'école Anglore en version personnelle, bio et nature. Ils s'accorderont très bien avec :
- Cuisine du soleil : aïoli, grillades, tians.
- Charcuteries : et planches à partager.
- Poissons entiers : pour les rosés et le blanc.
- Chèvres frais : du Gard, forcément.
À éviter : trop de froid ou trop de chaud ; 12-13° les rosés et le blanc, 14-15° les rouges.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Romain Le Bars |
Romain Le Bars
Un vigneron del Rodano meridionale, di casa su Tavel e Lirac: due denominazioni a un passo da Avignone, di cui una produce il rosé più vinoso di Francia.
Il Tavel non è un rosé da spiaggia ma un vino da tavola con tutte le carte in regola: va servito sulla griglia e mai, per nessun motivo, ghiacciato. La roussanne, dal canto suo, ci mette la rotondità del Sud.
Vini che riportano a un'epoca in cui il rosé si beveva a tavola, con lo stesso rispetto di un rosso.