Cioccolato Calcagno
Torino, 1946. Aldo e Franco Calcagno aprono un piccolo laboratorio a Barriera di Milano, quartiere difficile di un dopoguerra in cui tutto è da ricostruire e il cioccolato è ancora un lusso da giorni di festa.
La tradizione cioccolatiera torinese, che nemmeno le bombe erano riuscite a spegnere, torna alla luce: c'è chi arriva da lontano apposta. Calcagno cresce al passo con la città senza perdere la propria identità, e i suoi gianduiotti diventano un pezzo di Torino.
Poi la ditta è passata a undici amici uniti dalla passione per il cioccolato, con Alessandra Castelletto in testa: hanno recuperato le macchine e i ricettari storici per restituire al nome la fama di un tempo. Gianduiotti, creme spalmabili, pralinati, e gli immancabili cremini.
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