Là-Haut Chardonnay 2023
Questo chardonnay, che sa di agrumi e pietra focaia, si chiama Là-haut, «lassù», perché nasce in cima a una vigna di L’Étoile, piantata nel 1953 sulle marne del Lias. Nel 2015 Nicolas Jacob ha comprato qui la sua prima parcella. Viene dagli orti biologici del Jura, ha imparato da Laurent Macle a Château-Chalon ed è diventato il braccio destro di Jean-François Ganevat; dal 2019 fa soltanto i suoi vini.
Il vino, certificato bio, fermenta in demi-muid con lieviti indigeni e affina ventidue mesi sulle fecce. Nel 2023 gelo e grandine hanno solo sfiorato il Jura; poi ondate di caldo e nubifragi si sono dati il cambio, ma i bianchi hanno conservato una bella acidità: la senti fino al finale, lungo e minerale.
L’ABBIAMO SCELTO PER
Una trota alle mandorle, un risotto al limone, un comté stagionato. E l’amico che giura di riconoscere un Ganevat a occhi chiusi? Versagli un bicchiere senza dire niente… e goditi la scena.
Il Là-haut 2023 di Nicolas Jacob è uno chardonnay nato da vigne piantate nel 1953 a L’Étoile e rimasto ventidue mesi sulle fecce. Sa di agrumi e pietra focaia, con un finale lungo e minerale. Si abbina molto bene a:
- Risotto al limone: la scorza grattugiata fa eco agli agrumi del bicchiere.
- Trota alle mandorle: il burro nocciola chiede un bianco teso come questo.
- Pollo alla crema e spugnole: è il grande classico del Jura, e dopo il lungo affinamento il vino ha le spalle abbastanza larghe per reggerlo.
- Vitello tonnato: l’acidità del 2023 pulisce il palato dalla salsa, boccone dopo boccone.
- Comté stagionato 18 mesi: vengono dalla stessa terra, e la mineralità del vino accompagna la pasta fruttata del formaggio.
Da evitare: servirlo ghiacciato, perché si chiuderebbe. Meglio a 11-12 °C, stappato mezz’ora prima.
| Producteur: Nicolas Jacob |
Nicolas Jacob
Nicolas Jacob, originario del Jura, ha cominciato lavorando negli orti biologici della zona. Ha imparato il mestiere al domaine Macle, a Château-Chalon, e poi da Jean-François Ganevat, fino a diventarne il braccio destro. Nel 2015 ha comprato poco più di un ettaro a L’Étoile e nel 2019 si è messo in proprio a Cesancey.
A L’Étoile ha viti di chardonnay del 1953, da cui nasce Là-haut. Ad Augea, sulle marne del Lias e del Trias, lavora il lieu-dit Les Chazaux e ne ricava uno chardonnay, un savagnin e un poulsard. Coltiva in biologico, lascia fare ai lieviti indigeni e tiene molti vini un paio d’anni nei demi-muid. Sulle etichette scrive quasi tutto, perfino quando è stata piantata la vigna. Per il resto, ti basta stappare la bottiglia.