Les Varrons Vieilles Vignes 2019
Les Varrons, il lieu-dit più vasto di Rotalier, e i suoi chardonnay piantati nel 1922 sul calcare ghiaioso del Bajocien mescolato a marne rosse, ricche di ferro. Questa versione Vieilles Vignes esiste solo da poco, il 2019 ne è appena la seconda vendemmia, e la critica si è infiammata subito: 94-95 punti sul Wine Advocate.
Tre o quattro anni di affinamento tra demi-muids e foudres, senza chiarifica, senza filtrazione, senza solfiti: uno chardonnay «più leggero ed etereo» dei suoi fratelli, dicono i degustatori; la finezza al posto del muscolo, in un'annata di gelo che non ha lasciato quasi niente.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Degli scampi appena scottati, un risotto al limone, una cucina che parla sottovoce: l'etereo non alza mai la voce.
Les Varrons VV 2019 de Ganevat : vignes de 1922, la dentelle plutôt que le muscle ; éthéré, précis (94-95 Wine Advocate). Il s'accordera très bien avec :
- Langoustines juste raidies : l'éthéré ne crie jamais.
- Risotto au citron : la délicatesse en résonance.
- Poissons vapeur aux herbes : cuisine qui chuchote.
- Chèvre frais : la légèreté partagée.
- Carpaccio de daurade : la finesse absolue.
À éviter : les plats puissants ou crémés, ce vin murmure, il ne faut pas le couvrir.
| Producteur: Anne et Jean François Ganevat |
Anne et Jean François Ganevat
A Rotalier, nel Sud-Revermont, i Ganevat coltivano la stessa terra dal 1650: Jean-François, per tutti Fanfan, è la quattordicesima generazione. È tornato nel 1998, dopo essere stato maître de chai da Jean-Marc Morey in Borgogna, ha convertito il domaine al biologico quello stesso anno e alla biodinamica nel 2006, e ne ha fatto l'epicentro mondiale del vino naturale: vigne che a volte superano il secolo, vitigni giurassiani dimenticati ripiantati a decine, affinamenti che non guardano il calendario. I suoi bianchi ouillés stanno fra i più grandi di Francia, Chalasses, Grandes Teppes, Chamois du Paradis, e i rossi si bevono da soli. Qui convivono due famiglie di bottiglie, e conviene saperlo prima di scegliere: le cuvée del domaine, nate dai nove ettari di Rotalier e firmate Côtes du Jura, e quelle del négoce messo in piedi con la sorella Anne per superare le annate di gelo, dove vinificano uve di vigneron amici in biologico. Etichetta Vin de France, prezzo più abbordabile, cura identica.