Les Chazaux Chardonnay 2023
Uno chardonnay di nerbo, eppure cremoso, che sa di lime e yuzu. Nicolas Jacob si è fatto le ossa al Domaine Macle, è stato il braccio destro di Jean-François Ganevat e dal 2019 lavora in proprio a Cesancey. Ad Augea le viti dei Chazaux, piantate nei primi anni Ottanta, affondano le radici nelle marne del Lias.
Il vino nasce da uve bio, fermenta spontaneamente in foudre e riposa ventidue mesi in demi-muid. Nel Jura il 2023 è stato un’altalena di canicola e piogge torrenziali, con gelate e grandine scampate per un soffio; i bianchi sono venuti abbondanti e freschi. Qui i 14 gradi ci sono tutti, ma li bilancia un’acidità che fa venire l’acquolina.
L’ABBIAMO SCELTO PER
Un pranzo del sabato che non finisce più: risotto ai porcini, trota al burro e salvia, comté stagionato. Se ne avanza un bicchiere, tienilo per domenica: al posto degli agrumi arrivano le spezie, e forse è lì che ti conquista.
Les Chazaux 2023 di Nicolas Jacob è uno chardonnay bio che nasce ad Augea, sulle marne del Lias, fermenta in foudre e affina ventidue mesi in demi-muid. Sa di lime, ha una trama cremosa e un’acidità viva. Si abbina molto bene a:
- Risotto ai porcini: la mantecatura chiede proprio questa freschezza.
- Vitello tonnato: la salsa è ricca e il vino la alleggerisce.
- Trota al burro e salvia: gli agrumi del vino puliscono il palato a ogni boccone.
- Pollo al vin jaune e spugnole: il grande classico del Jura, da provare almeno una volta nella vita.
- Comté stagionato 18 mesi: un abbinamento tra vicini di casa, che non si discute.
Da evitare: servirlo ghiacciato o appena aperto, perché resterebbe chiuso. Lascialo respirare nel bicchiere e portalo in tavola intorno ai 12 °C.
Ci fidiamo di te. Bevi i nostri vini con moderazione.
| Producteur: Nicolas Jacob |
Nicolas Jacob
Nicolas Jacob, originario del Jura, ha cominciato lavorando negli orti biologici della zona. Ha imparato il mestiere al domaine Macle, a Château-Chalon, e poi da Jean-François Ganevat, fino a diventarne il braccio destro. Nel 2015 ha comprato poco più di un ettaro a L’Étoile e nel 2019 si è messo in proprio a Cesancey.
A L’Étoile ha viti di chardonnay del 1953, da cui nasce Là-haut. Ad Augea, sulle marne del Lias e del Trias, lavora il lieu-dit Les Chazaux e ne ricava uno chardonnay, un savagnin e un poulsard. Coltiva in biologico, lascia fare ai lieviti indigeni e tiene molti vini un paio d’anni nei demi-muid. Sulle etichette scrive quasi tutto, perfino quando è stata piantata la vigna. Per il resto, ti basta stappare la bottiglia.