Pommard 1er Cru Les Pezerolles 2019
Les Pézerolles dà un Pommard premier cru di eleganza inattesa: frutto nero vellutato, spezie fini, una struttura ferma ma levigata, addolcita da qualche anno di cantina già alle spalle. Les Pézerolles occupa la parte alta di Pommard, verso Beaune, dove l'appellation guadagna finezza.
Vincent Dancer ha trattato questo climat confinante con gli Épenots con il suo consueto riserbo: biologico, estrazione delicata, e un Pommard che preferisce convincere piuttosto che dominare. Il domaine è biologico da sempre, senza farne una bandiera: la parola non compare nemmeno in etichetta.
Il domaine Dancer lavora a Chassagne nella discrezione più totale: poche bottiglie, nessun artificio, una precisione diventata un culto silenzioso. Dal 2021 i vini li firma Théo, il figlio di Vincent.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Le grandi serate carnivore, filetto alla Rossini e tende tirate; Pommard non finge.
Les Pézerolles de Dancer : un Pommard premier cru d'une élégance inattendue ; fruit noir velouté, épices fines. Il s'accordera très bien avec :
- Canard rôti : aux cerises.
- Filet de bœuf : sauce au vin discret.
- Gibier à plume : faisan, pintade fermière.
- Champignons nobles : cèpes, morilles sautées.
- Époisses maîtrisé : et cîteaux affiné.
À éviter : les clichés sur Pommard, celui-ci danse plus qu'il ne martèle.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Vincent Dancer |
Vincent Dancer
Cinque ettari a Chassagne-Montrachet, spezzettati in parcelle minuscole: il domaine Dancer è un modello di discrezione. La linea minimalista l'ha tracciata Vincent; oggi vinifica suo figlio Théo, e non ne ha cambiato una virgola.
Biologico in vigna, rese basse, estrazioni delicate e un rifiuto ostinato della sovraestrazione: si beve il luogo, e nient'altro. Lo stesso rigore vale dal Bourgogne regionale al premier cru, che è più raro di quanto sembri.
La Romanée sta in meno di un ettaro in cima al pendio, dove il calcare duro affiora quasi in superficie: poche barrique l'anno, una delle vette segrete della Côte de Beaune. La Tête du Clos, nella parte alta del Clos Saint-Jean, ne è la cuvée simbolo. Accanto, dei Meursault tesi che preferiscono l'elettricità al burro, e dei Pommard levigati, lontani anni luce dal cliché rustico dell'appellation.