Trousseau 2022
Trousseau a Rotalier? Il vitigno star di Arbois scende raramente così in basso nel Sud-Revermont, terra di grandi bianchi. I Labet lo assemblano da tre parcelle divise tra Grusse, Rotalier e Vercia; e il risultato dà ragione all'azzardo.
Il 2022 è stata un'annata ad alto rischio per questo vitigno: la grandine di fine maggio ha colpito poulsard e trousseau, lasciando rese minuscole ma un frutto splendido. Sette mesi in botti usate per un rosso di ciliegia e amarena, speziato, insieme tenero e vivo, diraspato e solfitato al minimo.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un arrosto di maiale al forno, dei funghi saltati in padella, un comté giovane: il trousseau è il rosso camaleonte della tavola giurassiana.
Trousseau 2022 de Labet : rendements minuscules après la grêle, fruit superbe ; cerise, griotte, épices, tendre et vif. Il s'accordera très bien avec :
- Volaille fermière : le trousseau est le rouge caméléon de la table jurassienne.
- Champignons poêlés : sous-bois contre sous-bois.
- Comté jeune : l'accord quotidien qui ne lasse pas.
- Charcuteries : planche, copains, soirée.
À éviter : le servir à température de salon ; 14-15 °C, légèrement rafraîchi, comme dans le Jura.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine Labet |
Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.