La Reine Chardonnay 2020
La Reine: sedici are, vigne del 1947 in selezione massale, un pendio esposto in pieno nord dove l'argilla rossa sul calcare Bajocien matura lentamente, all'ombra. Un'anomalia preziosa, che si conta in centinaia di bottiglie.
Affinamento lungo in botti borgognone con un bâtonnage leggero, nessun artificio. Il 2020, equilibrato, è la definizione stessa dello stile: riduzione affumicata al naso, limone, nocciola, guscio d'ostrica, una precisione da orafo che ha reso questo lieu-dit uno dei più ricercati del Sud-Revermont.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un astice grigliato al burro salato, una spigola selvaggia, o il piatto di crudi delle grandi domeniche.
La Reine 2020 de Labet : la définition du style ; réduction fumée, citron, noisette, précision culte du Sud-Revermont. Il s'accordera très bien avec :
- Turbot au beurre blanc : le poisson des grandes tables pour la parcelle royale.
- Volaille truffée : la truffe aime la réduction fumée.
- Homard grillé : beurre demi-sel, précision d'orfèvre.
- Plateau de fruits de mer : l'huître répond à la coquille du nez.
À éviter : le grand froid qui musèle la minéralité ; 11-12 °C, et un peu d'air lui va très bien.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine Labet |
Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.