Saumur Blanc Brezé 2011
Il solo bianco del domaine: chenin in purezza, sulle marne argillo-calcaree di Brézé, uno dei pendii da bianchi più celebri della Loira. Cotogna, cera, pietra calda; una bocca larga e tesa insieme, il cui finale salino non sembra voler finire.
Dai Foucault, Brézé si lavora come un rosso: fermentazione senza artifici, lungo affinamento in botte, imbottigliamento senza chiarifica né filtrazione. È un bianco che non si consegna la prima sera e che invecchia magnificamente, spesso ben oltre il decennio. Si serve fresco ma non ghiacciato, in un bicchiere grande, per lasciargli spazio.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Una domenica senza orari, un pesce intero appena uscito dal forno, e il vino che si versa piano: Brézé ama le tavole che si prendono il loro tempo.
Brézé : le chenin du Clos Rougeard, coing, cire et pierre chaude, large et tendu à la fois, avec une finale saline interminable. Un blanc de gastronomie plus que d'apéritif. Il s'accordera très bien avec :
- Turbot ou bar entier : rôti au four, beurre monté.
- Homard grillé : une pointe de vanille dans le jus.
- Ris de veau dorés : et morilles à la crème.
- Poularde à la crème : champignons de Paris, riz pilaf.
- Comté de garde : et chèvres affinés.
- Cuisine japonaise : sashimi gras, anguille grillée : la salinité fait merveille.
À éviter : le service glacé, à 6 °C on n'entend rien : visez 11-12 °C dans un grand verre. Et les vinaigrettes marquées en entrée.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Clos Rougeard |
Clos Rougeard
A Chacé i Foucault coltivano le stesse vigne dal 1664: otto generazioni. Ma sono stati due fratelli, «Charly» e «Nady», a far entrare il Clos Rougeard nella leggenda: il cabernet franc della Loira portato al livello dei più grandi vini di Francia, senza uscire dal paese.
Mai un prodotto di sintesi: il biologico prima che la parola esistesse. Vendemmia a mano, lieviti indigeni, l'infusione al posto dell'estrazione: prima la violetta, poi i muscoli. Poi dai diciotto ai ventiquattro mesi di sonno nelle cantine scavate nel tufo.
Tre rossi leggendari, il Clos, Les Poyeux tutto seta, Le Bourg, un monumento nato da vigne vecchie, e il Brézé, uno chenin che in molti mettono tra i più grandi bianchi di Francia. Volumi minuscoli, liste d'attesa infinite.
Charly se n'è andato nel 2015; dal 2017 la famiglia Bouygues, quella di Montrose, porta avanti l'opera senza cambiarne una riga. Lo spirito continua nei figli: il Domaine du Collier di Antoine è nato su una piazza di Chacé. Le bottiglie, loro, restano introvabili: unico difetto che gli si trova.