La Reine Chardonnay 2022
La Reine: sedici are, vigne del 1947, un pendio in pieno nord; l'esposizione che una volta tutti evitavano e che il riscaldamento ha trasformato in un tesoro. L'argilla rossa sul calcare Bajocien vi dà uno chardonnay che si conta in centinaia di bottiglie.
Nell'estate calda e secca del 2022, mentre la pianura cuoceva, La Reine si prendeva il suo tempo all'ombra: ne è uscito un vino di una freschezza insolente per l'annata, agrumi, nocciola, guscio d'ostrica, riduzione fine, affinato a lungo in botti borgognone senza il minimo artificio.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un rombo selvaggio, delle capesante al tartufo bianco: quando la carta parla di grandi piatti, La Reine risponde presente.
La Reine 2022 de Labet : l'exposition nord transformée en trésor par l'été brûlant ; fraîcheur insolente, agrumes, réduction fine. Il s'accordera très bien avec :
- Turbot au beurre blanc : le poisson des grandes tables pour la parcelle royale.
- Volaille truffée : la truffe aime la réduction fumée.
- Homard grillé : beurre demi-sel, précision d'orfèvre.
- Plateau de fruits de mer : l'huître répond à la coquille du nez.
- Saint-Jacques à la truffe blanche : quand la carte dit grand, La Reine répond.
À éviter : le grand froid qui musèle la minéralité ; 11-12 °C, et un peu d'air lui va très bien.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine Labet |
Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.