Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.