Trousseau 2016
Trousseau a Rotalier? Il vitigno star di Arbois scende raramente così in basso nel Sud-Revermont, terra di grandi bianchi. Questo 2016 esce nella serie Les Parcelles Rares, le micro-cuvée sperimentali che Julien Labet ha ereditato dal padre; e l'azzardo ha pagato.
Veste ciliegia chiara, naso espressivo tra piccoli frutti rossi e una nota selvatica, spezie dolci: un trousseau leggero e digeribile, diraspato, affinato senza effetti speciali, solfitato al minimo. Dieci anni dopo la vendemmia è nella sua finestra ideale: il frutto si è patinato, la freschezza è rimasta.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Un coniglio in umido con le olive, una quaglia arrosto, o un morbier di montagna: i rossi patinati amano la cucina semplice.
Trousseau 2016 de Labet (Parcelles Rares) : dix ans de patine ; fruit mûri, épices douces, fraîcheur intacte. Il s'accordera très bien avec :
- Lapin à la moutarde : les rouges patinés aiment la cuisine simple.
- Caille rôtie : le gibier léger pour un rouge léger.
- Morbier fermier : la douceur fumée du fromage répond à la patine.
- Canard aux cerises : le fruit du vin dans l'assiette.
- Risotto aux cèpes : l'automne dans le verre.
À éviter : le servir à température de salon ; 14-15 °C, légèrement rafraîchi, comme dans le Jura.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Domaine Labet |
Domaine Labet
A Rotalier, nel Sud-Revermont, il Domaine Labet è una faccenda di fratelli: Julien, Romain e Charline coltivano insieme, in biologico, uno dei mosaici di parcelle più belli del Jura. Ogni lieu-dit si vinifica a parte, ouillé, perché se ne senta la voce.
En Chalasse ne è la vetta: 1,2 ettari di marne azzurre del Lias piantati a chardonnay a ondate successive dal 1950, un lieu-dit così rinomato che il vicino Ganevat ci imbottiglia le proprie vigne vecchie. Il Bajocien porta il nome della sua roccia, quel calcare del Giurassico medio raro nel Jura, lo stesso che si ritrova sotto i grand cru della Côte de Nuits. E La Bardette, per anni confusa dentro la cuvée Lias, ha finito per avere il suo nome: dai Labet ogni terroir ci arriva, prima o poi.
La linea Fleur, inventata da Alain Labet alla fine degli anni Ottanta, tiene i fusti colmi per far uscire un savagnin fresco e floreale, senza velo e senza ossidazione. Eresia ieri, scuola oggi.