Antoine Lienhardt
A Comblanchien il marmo ha dato da vivere al paese più di quanto abbia mai fatto la vigna: da quelle cave esce la pietra che lastrica palazzi e stazioni. È lì che nel 2011 Antoine Lienhardt ha ripreso il domaine di famiglia insieme alla sorella Héloïse, quarta generazione su cinque ettari scarsi, dove restano vigne di settant'anni piantate dai bisnonni.
In poche annate si è preso un posto tra i giovani più solidi della Côte de Nuits. Lavora in biologico, ara con il cavallo dal 2015, cura le viti con tisane di piante e in cantina non aggiunge nulla: estrazioni delicate, affinamenti misurati, una precisione che non indurisce mai niente.
I suoi Côte de Nuits-Villages si leggono parcella per parcella: Emphase sulle ghiaie calcaree rivolte a est, Les Essards che scende verso il paese, Aux Vignottes che costeggia le cave. Accanto, un Fixin di razza e Grand Crew, dove il gioco di parole mette l'equipaggio al posto del cru: la serietà del vigneron e lo spirito di una compagnia di amici.