Chardonnay Mainqué 2019
Uno Chardonnay di Patagonia cesellato e salino, nato sui suoli alluvionali e calcarei del Río Negro, coltivati in bio e biodinamica. Vendemmiato presto per preservare l'acidità, fermentato in barrique senza malolattica e poi affinato undici mesi tra botti di rovere francese, uova di cemento e vasca inox. Il naso, dapprima riduttivo, mescola pietra focaia, pera matura, camomilla e scorza di lime; la bocca è cremosa ma tesa, dritta, prolungata da un finale salino e minerale.
Mainqué è il nome del villaggio dove crescono le vigne, e la cuvée nata dall'incontro tra Piero Incisa della Rocchetta, fondatore di Chacra e nipote del creatore del Sassicaia, e Jean-Marc Roulot, maestro borgognone di Meursault. Due mondi, una stessa ricerca: la purezza del terroir. Da bere fino al 2035 circa.
L'ABBIAMO SCELTO PER
Quelle sere in cui si apparecchia come si deve per due persone soltanto; al resto pensa la Patagonia. Il 2019, teso e salino, è di una precisione chirurgica.
Le Chardonnay Mainque de Bodega Chacra : Patagonie ciselée et saline ; Río Negro calcaire. Il s'accordera très bien avec :
- Crustacés : langoustines, crabe.
- Poissons nobles : turbot, bar, ou truite patagonne.
- Ceviche fin : l'accord latino noble.
- Volaille à la crème légère : champignons.
- Fromages affinés doux : et vieux parmesan ; le projet est italo-argentin.
À éviter : de chercher le soleil lourd ; la Patagonie est fraîche, saline, magistrale.
Nous avons confiance en vous. Consommez nos vins avec modération.
| Producteur: Bodega Chacra |
Bodega Chacra
In Patagonia, nella valle del Río Negro, Piero Incisa della Rocchetta, nipote del creatore del Sassicaia, ha ritrovato nel 2004 dei pinot noir piantati nel 1932 e lasciati all'abbandono. Li ha ripresi in mano, e da allora coltiva in biodinamica sotto il vento patagonico.
Due cuvée portano l'anno d'impianto delle loro vigne, Treinta y Dos e Cincuenta y Cinco: un modo semplice per dire da dove viene la finezza. Barda nasce da vigne vecchie a piede franco piantate nel 1955, sulle sabbie e sui ciottoli di Mainqué: vendemmia a mano, una parte a grappoli interi, lieviti indigeni, fermentazione in cemento. Sin Azufre porta l'idea fino in fondo, grappoli interi e fusti usati, senza solforosa aggiunta.
Oggi l'azienda lavora con Jean-Marc Roulot sui suoi chardonnay, il che dice molto sull'ambizione: vendemmia precoce, niente malolattica, affinamento diviso tra fusti, uova di cemento e vasca. Una finezza e una tensione che dall'altra parte del mondo non ci si aspettava.